| |

|
|
|
22 marzo 2006
Fini: impresa, famiglia, lavoro e più Destra al governo

Il Vice Premier Gianfranco Fini, intervenendo in Sicilia ad una kermesse elettorale di Alleanza Nazionale, ha toccato alcuni temi topici per la campagna elettorale del suo partito.
Innanzitutto a commento di ciò che si è verificato a Vicenza, alla convention di Confindustria cui ha preso parte il Presidente Berlusconi, Fini ha dichiarato:
“È evidente che la stragrande maggioranza degli imprenditori italiani non si fida della sinistra e di Romano Prodi”.
Ma il Ministro degli Esteri ha puntato l’attenzione soprattutto sulle politiche che Alleanza Nazionale propone per il futuro del Paese.
In riferimento al tema famiglia, Fini ha parlato non solo di agevolazioni sulla prima casa, ma anche di politiche “Per l’assistenza agli anziani e agli ammalati all’interno della famiglia stessa”.
Essenziale, poi, il suo intervento in materia di lavoro: “È vero che la Legge Biagi ha dei limiti, che però hanno in molti, dalla Francia alla Germania”.
E riconoscendo grande meriti alla Legge Biagi, per essere riuscita a creare molta occupazione, Fini ha ribadito: “Con Prodi oggi questa opportunità di lavoro non ci sarebbe stata”.
Non solo, se Prodi fosse al governo, ha aggiunto Fini: “Si tornerebbe indietro, si tornerebbe a politiche che favorirebbero senza dubbio il ritorno al lavoro nero”, e poiché “Il rilancio dell’economia è questione vitale abbiamo il dovere di mettere il lavoro al centro della discussione”.
Per tutelare meglio il lavoro, il Presidente Gianfranco Fini ha parlato anche di riforma fiscale:
“Una riforma dove al centro non ci sia il singolo cittadino ma il nucleo familiare, perché destra significa anche diritti sociali”.
E per meglio tutelare l’impresa, la modernizzazione del Paese e il lavoro, Fini ha detto che occorre:
“Far pesare di più la destra nel governo, per far pesare di più le nostre idee e i nostri programmi, più uomini e più donne di An nel governo”.
Mentre se vincesse la sinistra: “Allora il Paese tornerebbe indietro, all’anno in cui l’Italia era meno rispettata nel mondo”, perché Prodi rappresenta l‘epoca in cui “l’Italietta non contava nulla nel mondo”.
Mentre grazie alla Destra, ha concluso Fini:
“Non siamo più il Paese della pizza e del mandolino, siamo più considerati perché abbiamo rispettato gli impegni presi con la comunità internazionale, per l’impegno in prima linea anche contro il terrorismo. La pace non si conquista certo con le bandierine arcobaleno”.

| inviato da il 22/3/2006 alle 13:56 | |
|
|
|
20 marzo 2006
L’eutanasia per i neonati è una vergogna
Due premesse
Il sottoscritto è un laico e da laico ragiona e vive. Io ignoro se Dio esista o meno. Non escludo la sua esistenza, ma non la do nemmeno per certa. E nel dubbio, cerco di “arrangiarmi” affidandomi alla mia coscienza e “alla legge morale che è in me”. Non a dogmi religiosi!
Ciò detto, aggiungo anche che il sottoscritto è favorevole all’eutanasia per gli adulti. Io vorrei che fosse previsto il cosiddetto “testamento biologico”. Da laico e da liberale ritengo di avere “diritto” a fare del mio corpo e della mia vita terrena e materiale, ciò che ritenga più giusto. Pur consapevole del fatto, che per un cattolico l’eutanasia equivalga ad un suicidio. E come tale, quindi, egli la condanni.
Fatte queste premesse, veniamo al dunque.
Allora, negli ultimi giorni si è scatenato un fuoco incrociato e politicamente trasversale, che ha avuto per “vittima” il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, l’Onorevole Carlo Giovanardi.
Sul banco degli imputati, il Ministro dell’Udc è finito per una sua dichiarazione di ferma condanna nei confronti di una legge olandese, che prevede l’eutanasia anche per i neonati: Giovanardi ha definito la legge, e ciò che essa consente, come Nazista!
Per l’uso di quest’ultima espressione, Giovanardi è stato subissato di attacchi, di insulti, ed è stato fatto oggetto di un vero e proprio linciaggio politico: volgare, offensivo, strumentale alla lotta politica e alla campagna elettorale, e degno di una paccottiglia indistinta di massimalisti, privi di qualsiasi dignità etica ed estetica!
In molti lo hanno attaccato, e quasi nessuno però, lo ha fatto tenendo conto del contenuto della legge. Si è parlato a vanvera!
Ora, l’espressione usata da Giovanardi (la parola Nazista), sicuramente deve essere censurata: è stata eccessiva, e un Ministro dovrebbe avere, più di altri il senso della misura. Non v’è dubbio.
Tuttavia Giovanardi non è Calderoli: Giovanardi è un galantuomo sempre pacato, che se ha avuto “quella reazione” è perché la legge oggetto del suo attacco è stomachevole (si può dire stomachevole, oppure è politicamente scorretta anche questa espressione?).
Vediamo allora cosa prevede la legge in questione:
Dunque, dal 2002 in Olanda è in vigore una norma, che stabilisce per gli adolescenti (e quindi per i minorenni!) dai 12 ai 16 anni, nel caso in cui siano affetti da malattie incurabili (sia dal punto di vista fisico, che dal punto di vista cerebrale), che i loro genitori possano decidere di ucciderli (si può dire “ucciderli”, oppure è politicamente scorretto?), ricorrendo alla “dolce morte”, inferta a questi bambini con l’ausilio di strutture mediche.
Siccome però la legge conteneva un “vuoto”, cioè non prendeva in considerazione la “dolce morte” per i bambini di età inferiore ai 12 anni, l’Olanda che non si fa mancare niente, ha deciso di sopperire a questa “lacuna”, mediante un protocollo siglato tra l’autorità giudiziaria e una clinica di “alto livello” della città di Groningen.
L’accordo in questione prevede, che se un neonato nasce con “irrimediabili” deformazioni fisiche o cerebrali, i genitori (che in questo caso non hanno un “potere di scelta assoluto” sulla vita e sulla morte del neonato) possano rivolgersi per la “soppressione” (si può dire soppressione, oppure è politicamente scorretto?) ad un medico. Il quale poi, di “concerto” con altri tre esperti (esperti?), si fa carico di decidere sul da farsi: stabilendo, quindi, se il neonato debba vivere o debba essere abbattuto (si può dire abbattuto, oppure è politicamente scorretto?).
Allora, amici cari: qui non si parla di cellule, qui non si parla di embrioni, o di un “grumo indistinto” da cui poi scaturirà la vita. Qui non è in ballo la scienza in conflitto con la teologia. La ragione con le sue ragioni che la Fede contesta.
No, qui è in ballo un essere umano: un neonato in carne e ossa. La cui indubitabile “esistenza” non è un fatto di interpretazione filosofica. E’ un dato inconfutabile!
Qui è in ballo un esserino, che per sua stessa “natura” è impossibilitato a prendere decisioni.
E non potendo decidere per sé, i suoi genitori decidono per lui.
E se vogliono possono ucciderlo!
Per il suo bene?
O forse per il “loro” bene: quello di non trovarsi davanti un “mostro”, un minus habens, un reietto umano. Un esserino che devia dallo “STANDARD”: dalla regola fatta legge (nelle società di massa), che impone a ciascuno di noi di ESSERE UN CLONE DELLA MAGGIORANZA! IDENTICO E INDISTINTO!
Questa legge vergognosa (si può dire vergognosa, oppure è politicamente scorretto?), non è una legge “liberale”, e men che mai è una legge “progressista”.
Questa legge non ha fiducia nell’uomo, nella scienza e nel progresso: perché se avesse fiducia nella scienza e nel progresso, non dubiterebbe del fatto che prima o poi, la scienza stessa, possa divenire capace di “guarire” quelle malattie che “piagano“ i neonati.
Questa legge è medievale e di “casta“: perché stabilisce la sorte e il destino del neonato. Appena egli viene alla vita.
Questa legge è medievale e di “casta”: perché non dà una seconda chanche al neonato.
Mostro sei e dunque vai soppresso!
Vincent van Gogh era affetto da gravi problemi psichici (era pazzo), mentre Dostoèvskij era schizofrenico: con questa legge sarebbero venuti al mondo, per poi essere soppressi poco dopo!
Qui non si parla di cellule, di embrioni o di un “grumo indistinto” da cui poi scaturirà la vita: qui si parla di esseri umani, veri e propri. Qui si parla del loro sterminio (si può dire sterminio, oppure è politicamente scorretto?)!

| inviato da il 20/3/2006 alle 14:39 | |
|
|
|
16 marzo 2006
Arrestato per Mafia un candidato alla Camera di Rifondazione Comunista
Come volevasi dimostrare, la “manipolazione” dell’informazione non si manifesta solo attraverso un’adulterazione di notizie, si manifesta anche e soprattutto, occultandole. Ovvero relegandole nelle pagine finali di un quotidiano, a che pochi le notino. A che pochi le leggano, a che pochi ne vengano a conoscenza!
E’ quanto s’è verificato stamane, sul Corrierino della Sinistra, che ovviamente l’informazione che stiamo per riportarvi, l’ha data a pagina 20 (e ovviamente s‘è guardato bene dal diffonderla anche sul sito on line!).
Ora, l’arresto per Mafia di un candidato alla Camera dei Deputati di Rifondazione Comunista, secondo voi non meritava una “posizione” migliore della pagina 20?
Il Corrierino di Sinistra è diventato garantista?
E come mai 4 giorni fa, le prime 9 pagine del Corrierino di Sinistra erano dedicate alle indagini che riguardano Storace di An (che non ha avuto nemmeno un avviso di garanzia), Cesa dell’Udc, e Berlusconi?
Queste persone mica sono state arrestate (o indagate) per Mafia!
Allora, imparassero a capire che cosa vuol dire “manipolazione” dell’informazione, quelle persone che non hanno visto alcunché di male, nell’editoriale di Paolo Mieli con cui si è schierato il Corrierino della Sinistra con l’Unione! Imparassero!
Fatta questa premessa, altre due considerazioni.
L’informazione dell’arresto di un candidato alla Camera per Rifondazione Comunista, non vi verrà data mediante un post scritto dal sottoscritto. Vi verrà data semplicemente riportandovi per intero, l’articolo apparso a pagina 20 del Corrierino della Sinistra.
E ciò per evitare che qualcuno (in malafede!) venga a dirci che l’informazione ce la siamo inventati!
Seconda considerazione, questo tipo d’informazione è sempre stata usata dalla SINISTRA per screditare personaggi del centrodestra.
Questo tipo d’informazione è sempre stata usata dai QUOTIDIANI DI SINISTRA per gettare fango sul centrodestra e fargli perdere voti.
Questo tipo d’informazione, la SINISTRA l’ha sempre usata per “fini politici”, facendo il lavaggio del cervello a milioni di cittadini! E c’è riuscita: d’altronde gli italiani sono gli italiani!
Ciò detto (e mi scuso per la lunga premessa), vi riporto integralmente l’articolo apparso a pagina 20 del Corriere della Sera, in data 16 marzo 2006, a firma Carlo Vulpio:
Trani (Bari) - Sono anni che si dice “ecomafie”. E che si amplia questo concetto, ma per ridurlo gattopardescamente a niente, utilizzando il termine “fenomeno”. E dunque ecco servito l’astratto e generale “fenomeno delle ecomafie” per non chiamare con nome e cognome i molto più concreti e variegati casi del grande businnes della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.
Che non sono necessariamente “mafia” di tipo eco, né per forza manifestazioni “fenomeniche”, ma più volgarmente grandi affari che muovo montagne di denaro.
Non ha meravigliato nessuno, quindi, quel che è accaduto ieri tra Canosa di Puglia e Altamura, una delle grandi “aree di intervento” del re dei rifiuti Carlo Dante Columella, da un ventennio capo incontrastato di una serie di società di raccolta e smaltimento di spazzatura e scarti d’ogni tipo.
Insieme con lui, i magistrati di Trani e i carabinieri del Noe hanno arrestato altre dodici persone.
Sette per associazione a delinquere, le altre per traffico illecito di rifiuti e inquinamento delle falde acquifere. Tra questi ultimi, anche Franco Petronella e Raffaele Crivelli, il primo consigliere comunale dei Socialisti Autonomisti di Altamura, il secondo Segretario Provinciale di Rifondazione Comunista a Bari, nonché candidato alla Camera tra le teste di lista.
Entrambi, grandi elettori del presidente della giunta regionale, Nichi Vendola e, Columella e Petronella in particolare, dell’attuale assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco.
Carlo Columella è oggi un uomo molto potente e anche, dicono, molto generoso. Soprattutto con i politici. Senza discriminazioni di schieramento. Un ras, insomma, con i pregi e i difetti di chi a il potere vero, e muove le apparentemente da sé molto distanti.
King Maker di tanti assessori e consiglieri, a tutti i livelli del potere locale. Il potere che conta di più per ottenere un’autorizzazione ad ampliare una discarica (fino al doppio della capienza, com’è accaduto a Canosa). Columella è l’esatto contrario del Cattivo di quella “fenomenologia ecomafiosa” molto presente nei discorsi del Presidente Vendola, che tuttavia di fronte a un altro caso clamoroso di disastro con i rifiuti - i fanghi cancerogeni versati sull’altopiano delle Murge a cielo aperto e l’impianto di compostagli più grande d’Europa sequestrato dalla magistratura e definito cinque volte abusivo dalla Corte di Cassazione - non ha infiammato le piazze, né ha ancora detto una sola parola.
Ma Raffaele Crivelli? Cosa c’entra uno come Crivelli, un uomo nato e cresciuto nel Pci? Uno con un passato da funzionario della Lega delle Cooperative, e poi alla guida, da sindaco e assessore, di Altamura, una città di settantamila abitanti che da tempo ormai finisce sui giornali e negli atti giudiziari per il meglio del peggio in tema di abusivismo, truffe alla Ue, scempi ambientali, tangenti e rapidissime deliberazioni “bipartisan” di lucrose lottizzazioni?
Le accuse nei confronti di Crivelli sono pesanti e prima di tutto devono essere provate. Proprio per agevolare questo cammino verso la verità, Crivelli si è prima autosospeso dal partito e poi dalla candidatura alla Camera.
Un gesto molto apprezzato anche da Fausto Bertinotti (“La magistratura è incoraggiata a non guardare in faccia a nessuno”), ma anche un gesto che chi crede nella sua estraneità ai fatti stenta a comprendere: perché mai rinunciare alla candidatura, se la presunzione di innocenza, com’è giusto, deve valere per tutti?
Forse una parziale e provvisoria risposta è nell’imbarazzo che accompagna Crivelli da quando, smesso i panni del sindaco, scelse di diventare un dirigente delle aziende di Columella, ma senza risolvere quel conflitto d’interessi con il quale convive da allora: dirigente politico di rilievo e dipendente di uno dei più grossi appaltatori pubblici.
L’abbraccio di Columella, dicono compagni e amici di Crivelli, è stata la ragnatela che ha avviluppato e immobilizzato tanti, troppi, politici e funzionari (alla Provincia di Bari, per esempio), anche se ha contemporaneamente regalato loro il quarto d’ora di gloria di un seggio, una presidenza, una poltrona.
Ricordo che l’articolo è apparso sul Corriere della Sera, in data 16 marzo 2006 a pagina 20, e a firma Carlo Vulpio.
| inviato da il 16/3/2006 alle 19:54 | |
|
|
|
15 marzo 2006
Cip e Ciop a confronto: the day after

Dunque, mentre il Corrierino di Sinistra c’informa che secondo un sondaggio Swg (condotto alla fine della trasmissione su un campione di 300 persone), il Professor Prodi “avrebbe” vinto, conquistandosi il consenso del 42,6% del campione (contro il 35,6% accordato a Berlusconi), a noi è venuta voglia di fare qualche considerazione.
In primo luogo su Prodi.
Dunque, non v’è dubbio che sia apparso più “tonico”: è riuscito a farsi bastare il tempo per le risposte, non ha avuto grandi sbavature la sua “performance”.
Ha fatto il suo mestiere: è riuscito cioè a vendersi abbastanza bene come mesto tecnocrate. Non le ha “sparate” troppo grosse, anche se la storia sulla riduzione del cuneo fiscale, da farsi in un anno e finanziata con la lotta all’evasione fiscale, evoca, più che un sogno, un’utopia.
L’uomo, tuttavia, ha un che di “tremendamente” casereccio, di tremendamente “comune”, che se fa arricciare il naso alle persone un po’ boriose e snob (a noi per esempio), tuttavia “piace” e “rassicura” l’italiano medio. Lo si tenga presente.
Il Professore ha poi argomentato in maniera non “affannosa”, sulle modalità con cui il suo futuro governo reggerà le redini del nostro Paese.
Il suo richiamare continuamente fattori di “coesione sociale”, per quanto a noi del centrodestra possa apparire nauseante, perché ci fa presagire che poca modernizzazione avremo se dovesse vincere la sua coalizione, tuttavia questo continuo e “apparentemente deciso” richiamo alla coesione sociale, piace. Piace ad un popolo che ha la “percezione” di non vivere bene, in questa precisa congiuntura.
Anche qui, rassicura, dà fiducia. Non fa sognare, ma è come il monito di conforto di un genitore in un momento difficile: “sospende” il tuo giudizio critico e sfiduciato per qualche istante. “Riscalda” con moderazione, in modo non invadente. E’ efficace.
Il Professore, poi (e questo è il fattore decisivo per cui “forse” anche noi, a bocce ferme, potremmo concordare con l’attribuirgli la vittoria di questo “primo round”) ha parlato soprattutto di Futuro. E’ questa è stata la sua arma migliore.
Era ovvio che non avendo governato per cinque anni, altro non potesse fare se non parlare dei suoi progetti per il futuro. Ma siccome il “confronto blindato” aveva proprio lo scopo di consentire ai competitor di parlare di programmi, ebbene, il futuro, dunque, doveva essere l’argomento principale da affrontare. E Prodi ha puntato su questo, in modo indovinato.
Berlusconi
E’ partito con evidente imbarazzo. Era emozionato, sentiva l’importanza del momento. In fondo, quanti lo dipingono come una “falso”, perché bugiardo, non hanno capito invece che l’uomo è profondamente “sincero” nelle sue reazioni e nelle sue emozioni. Se mente è perché è convinto che le cose che dice siano vere, non mente in malafade, diversamente dagli altri politici!
Dicevamo che sentiva l’importanza del momento, la pomposità lo ha un po’ “stranito”: ha dimostrato, incespicando nel suo parlare, la sua insicurezza.
L’uomo a volte è insicuro, e ieri quando ha iniziato a parlare lo era in modo particolare. Da non rifare, si tenga a mente.
Se dimostri di essere insicuro (il pubblico/elettore è cattivissimo), nessuno sarà disposto a darti fiducia. Per vincere devi convincere. Al limite camuffare o recitare, ma comunque sempre e solo rassicurare.
Berlusconi poi si è “lanciato” nella sua “solita performance”, quella cioè di sciorinare con infinita sicumera (e qui sì, convincendo i più “disattenti”) i “numeri” del suo Governo: dalla crescita del Pil, alla riduzione della pressione fiscale, dall’aumento dell’occupazione, all’aumento delle pensioni al minimo.
Ma, se per i disattenti, questo sciorinare di ieri è stato efficace, per quelli che hanno “buona memoria e conoscenza” dei numeri del Governo, è stato claudicante: in primis, questi numeri cambiano sempre.
Non si può spararli a casaccio, e invece Berlusconi lo fa troppo spesso: intendiamoci, non mente. Quando parla di aumento dell’occupazione, si tratta di un dato certo, e attestato.
Ma se un giorno dici che l’occupazione è aumentata di un “tot”, cinque giorni dopo non puoi e non devi dire un “tot” diverso. Un numero diverso.
Presidente, lei ha 70 anni, e le va il nostro rispetto. Ma se i numeri non se li ricorda, eviti di sciorinarli. Perché la performance ne risente. E noi vogliamo che lei vinca, che il centrodestra vinca!
Berlusconi ha “mostrato”, in maniera più che tangibile, di “sentirsi sotto” Prodi. Mi spiego meglio: dal suo modo di “attaccare” è risultato chiaro che la sua performance fosse quella di chi deve “raggiungere”, e non già quella di chi è in vantaggio. Da non rifare, indica debolezza e non infonde sicurezza e certezze nell’elettore.
Se talvolta il suo richiamo all’”argomento comunista”, alla “visione dello Stato da parte della Sinistra”, è stato giusto. Dopo un po’ però ha stufato. Presidente, gli italiani vogliono sapere del loro futuro, del loro reddito, delle loro tasse, delle loro pensioni.
E’ chiaro che lei evocasse il “pericolo comunista” proprio per dire agli elettori: “guardate che se questi qui governano, dovrete preoccuparvi del vostro reddito e delle vostre tasse”, però dopo un po’, questo continuo argomentare sui “comunisti” è diventato noioso e naif. Poco credibile, da non rifare.
Ultima questione: Berlusconi ha parlato troppo poco di Futuro, troppo di ciò che si è fatto, e poco di quello che s’intende fare.
Mi rendo conto, che essendo già previsto un altro confronto, Berlusconi abbia voluto “tenere in serbo” gli argomenti migliori per la “finale di ritorno”, ma se Prodi ha vinto ieri, è proprio perché ha parlato di Futuro.
La prossima volta: Futuro, Futuro e solo Futuro!
E soprattutto, Presidente: s’inventi qualcosa di eclatante. Possibilmente però senza strafare, e senza pacchianate!

| inviato da il 15/3/2006 alle 18:9 | |
|
|
|
14 marzo 2006
L’Ecofin promuove la “nostra” finanziaria
L’Ecofin (ovvero l’organismo che accorpa i 25 ministri economici dell’Unione europea) ha promosso le misure e i provvedimenti contenuti nella Finanziaria 2006, finalizzati a ridurre, come richiesto dalla Ue, il rapporto deficit Pil sotto il 3% entro il 2007.
Nessuna misura di penalizzazione, per un ipotetico “deficit eccessivo”, sarà presa dall’Ecofin nei confronti del nostro Paese.
E questo giusto a dimostrazione del fatto che i politici dell’Unione non raccontano mai la verità.
In tal senso è rilevante il pronunciamento della Corte Europea, che ha dichiarato illegale, l’imposta chiamata Irap, che è stata introdotta dal Governo Prodi. :-)
| inviato da il 14/3/2006 alle 16:35 | |
|
|
|
13 marzo 2006
Rassegniamoci all’evidenza: le elezioni le abbiamo già perse
A meno che non si verifichi un miracolo, le elezioni le abbiamo già perse.
Passano i giorni e questa sensazione prende il sopravvento nei miei pensieri e nelle mie sensazioni. Fugando le residue speranze.
Fino a due settimane fa ero ancora convinto che si potesse “gareggiare”, che una residua possibilità di vittoria rimanesse in vita. Ma questi ultimi giorni sono stati contrassegnati da un susseguirsi inequivocabile di segnali, piccoli e grandi, e tutti tesi ad evidenziare l’inutilità di ogni sforzo prodotto per ribaltare l’esito pronosticato.
L’outing di Paolo Mieli è uno dei segnali più importanti che si sono prodotti di recente: se il primo quotidiano del Paese, giornale per definizione “liberale” e filogovernativo, prende posizione in modo così smaccato per il centrosinistra, vuol dire che il blocco sociale cui il CorSera fa riferimento, ha deciso di voltare pagina. E di chiudere il capitolo Berlusconi, una volta per tutte. E quello che “decide” il CorSera, per molti italiani è giusto per definizione e va assecondato. A priori.
D’altro canto, quel perverso meccanismo ad orologeria che da anni infesta la vita politica nazionale, chiamato “magistratura imparziale”, questa scheggia impazzita, questa “minaccia di Colpo di Stato permanente”, anche questa volta ha rinunciato a smentirsi, e ha sferrato di nuovo il suo attacco: sotto indagine Storace, sotto indagine Moffa (sottosegretario di An, indagato per fatti che risalgono al 1994!), sotto indagine Cesa, Segretario dell’Udc, e sotto indagine, “ovviamente”, Berlusconi.
E come sempre tutto è casuale, la coincidenza di queste indagini con la scadenza elettorale, la violazione del segreto istruttorio a mezzo stampa e per mezzo del Corriere della Sera, schizzi di fango e di letame che ci vengono gettati addosso, e noi che oramai siamo incapaci di reagire: stanchi come siamo, di sentirci sempre “soli” contro “tutto contro”.
Abbiamo abbassato la guardia. Deposto i guantoni.
La campagna elettorale
Se non fosse per Berlusconi, cui va dato atto di essere uno straordinario combattente, un ottimista e un “visionario” puro (nell’accezione più nobile del termine), uno che non demorde mai, questa campagna elettorale sarebbe caratterizzata, a Destra, dal niente più totale:
duole dirlo, ma Fini (per cui noi ci si è spesi e ci si spenderà sempre) sta conducendo una campagna elettorale insignificante, senza stile e senza convinzione. Non sento in giro nulla che mi faccia immaginare un buon risultato elettorale per An.
Fini non sta prendendo il volo tra la gente. Colpa di una campagna elettorale che si è “deciso” di condurre in tono minore.
E quando le campagne elettorali si fanno in tono minore, vuol dire che si è già convinti di perdere.
Il mio amico Roberto Menia, oggi responsabile per la Propaganda di An, non si è affatto “speso” per una campagna “pubblicitaria” (mi si perdoni l’espressione abominevole) degna di nota: i manifesti sono squallidi e ripetitivi. Non hanno una “qualità estetica” pregevole. Sono raccogliticci, modesti, incapaci di far presa.
Non solo non stanno aiutando Fini, ma rischiano di fargli fare una pessima figura.
Occorrevano e occorrono dei video, degli “spot”: ben girati, giusta luce, Fini sempre in evidenza, immagini capaci di trasfondere in chi li guarda, sensazioni rassicuranti e coinvolgenti. Una visione per il futuro. Un’idea e perché no: un sogno, ma raggiungibile.
Si sarebbe dovuto “guardare in casa d’altri”: i Ds, ad esempio, con i video della famiglia Spera, hanno realizzato un prodotto davvero interessante e di qualità.
Capace di coinvolgere e di rassicurare allo stesso tempo.
Noi non siamo stati capaci, invece, di produrre niente di lontanamente paragonabile.
L’Udc non si “vede” in giro. Neanche Casini sta brillando per qualità e incisività.
Ma si sa, i Democristiani hanno “altri modi” per fare campagna elettorale e prendere voti. Per cui, non può mai esser detta l’ultima parola.
Per inciso, solo Berlusconi sta indovinando qualche mossa. Solo Berlusconi sta dicendo cose giuste e valide, solo Berlusconi sta lottando!
Ci aspettano mesi bui
Aprile, maggio e giugno, per noi del centrodestra, saranno mesi caratterizzati da una serie di sconfitte senza precedenti. Con il pericolo che la coalizione si sfaldi, e che nascano frizioni e rotture al suo interno.
Dando ormai per scontato l’esito delle elezioni politiche di aprile, anche le elezioni amministrative di maggio avranno un eguale esito:
è difficile pensare che la maggioranza degli elettori, ove mai decidesse di mandare a casa il centrodestra ad aprile, possa poi ripensarci un mese dopo, premiando la stessa coalizione nel voto amministrativo.
Ma qui può esserci una sorpresa favorevole per noi: non è infatti da escludere che gli italiani, presi da una “botta improvvisa d’intelligenza”, rendendosi conto che tutto il Paese è in mano al centrosinistra, decidano di controbilanciare il tutto dando il proprio voto al centrodestra. L’esito delle amministrative, forse è ancora aperto. D’altra parte, i leader del centrodestra hanno deciso di evitare l’Election Day proprio per questa ragione!
Un altro esito invece scontato, è quello del referendum confermativo sulla riforma costituzionale, che si svolgerà a giugno.
Parliamoci chiaramente: noi del centrodestra, in tutti questi mesi e questi anni, non siamo riusciti a spiegare agli italiani la bontà della Riforma. E pensiamo davvero di poterci riuscire in meno di un mese?
Ma andiamo, a chi la raccontiamo!
E da quell’esito dipenderanno i problemi veri del centrodestra: la Lega sa già che il Referendum non avrà esito favorevole.
Come sa già, che soprattutto An e Udc, non si spenderanno tanto per riuscire a far passare il Referendum. E allora sarà rappresaglia e scontro interno.
D’altra parte, e non a caso, la Lega ha già dichiarato per bocca del suo leader, che se il centrodestra dovesse perdere le elezioni di aprile, si riterrebbe ”libera“, e quindi svincolata dalla coalizione.
Il problema Forza Italia
Il problema dei problemi per il centrodestra, è la tenuta elettorale di Forza Italia.
Non se ne dolga nessuno, ma Forza Italia è davvero un Partito di Plastica.
Ho avuto modo di conoscerla dal di dentro, perché due mie ex vi lavorano a vario titolo.
Come dire: Forza Italia non ha militanti e dirigenti politici (con pochissime e rarissime eccezioni), diciamocelo senza timori.
Forza Italia ha segretarie e centraliniste, che “svolgono” le mansioni tipiche dei militanti e dei dirigenti politici: ma senza averne la competenza, la passione e la preparazione.
Se Berlusconi “crolla” e lascia Forza Italia, nessuno sarà in grado di sostituirlo.
E’ notizia di oggi, che Berlusconi ha dichiarato che se sarà condannato per la nuova indagine “casualmente” avviata in prossimità del voto, lascerà la politica: praticamente una tragedia!
Chi lo sostituirà? Tremonti?
Per cortesia, non prendeteci in giro.
E’ talmente naif e “ingiustificatamente” pieno di sé, che forse dovrebbe essere mandato a pelare patate. In attesa di capire che esiste una profonda differenza, tra il fare politica e il fare il clown/battutista in televisione!
Un bagno di umiltà, giovanotto: è colpa tua se non siamo stati in grado di fare anche solo un minimo di Rivoluzione Liberale e Liberista. Tua e delle tue sciocchezze sul Colbertismo! Ma d’altronde sei un avvocato, mica un economista. Che c**o ne capisci di economia?!
Cicchitto e Bondi, con tutto il rispetto, nemmeno li prendo in considerazione, perché sono persona seria e di buongusto.
Formigoni forse può fare qualcosa: ha appeal, presa. Addirittura sembra una persona perbene. Il che per un ex democristiano è una qualità rarissima!
Fossi un “mammasantissima” di Forza Italia, m’impunterei già da ora su Formigoni leader. Il futuro va sempre pianificato, altrimenti ti si presenta nella forma di una sequela continua di iniezioni di cemento armato nel retto!
Pera…Pera…Pera…sta lavorando per il suo futuro, di sicuro!
Si vede già come uno dei padri nobili del futuro partito unico di centrodestra.
Aiutato da Antonio Socci e Giuliano Ferrara, s’è inventato questa storiella del Movimento per l’Occidente.
D’altronde, quando hai fatto il Presidente del Senato e hai settant’anni, o ti ritiri a vita privata o ti candidi a fare il Presidente della Repubblica.
Siccome però nessuno lo ha nemmeno preso in considerazione, come ipotetico candidato del centrodestra per il Quirinale, lui s’è creato il “giocattolino”. Il passatempo dalla parvenza “nobile e pura”.
Ma ca’, nisciun’ e’ fess’!
E se il centrosinistra non darà vita alla svolta Zapatera, il centrodestra di sicuro accantonerà la svolta teocon del Manifesto per l‘Occidente!
Anche perché ogni realtà esiste grazie al suo contrario, e ogni azione genera una reazione eguale e contraria. Chiaro il concetto?
Stiano tranquilli i miei amici laici del centrodestra (laici come il sottoscritto).
Partito Unico
E qui i miei timori si fanno ancora più forti.
Mentre infatti fino ad un mese fa, ero convinto che il Partito Unico di centrodestra fosse cosa certissima, ora invece mi si insinuano dei dubbi.
La Lega non parteciperà ad esso, ma questo s’è sempre saputo.
Il problema vero è l’Udc. Perché questi qui, all’opposizione non sanno starci. Al potere difficilmente rinunciano, e “sento” che difficilmente aderiranno al Partito Unico.
Proprio per avere le “mani libere”, e per potersi magari giocare un ruolo di “paracadute istituzionale” del centrosinistra. Qualora l’Unione dovesse avere delle lacerazioni interne che dovessero farle perdere l’appoggio di qualche partito.
L’identità poi del futuro Partito Unico, è una delle cose che mi angoscia di più.
Vedo tramontare il sogno del ‘94, la Rivoluzione Liberale e Liberista mi sembra più che accantonata, e non so immaginare una Identità veramente “accattivante” per il futuro partito unitario.
Se abbandoni la “via maestra” del Grande Partito Liberale, cosa ti rimane?
Una Democrazia Cristiana in salsa terzo millennio?
Da qui non si scappa! E questo è il problema.
In conclusione, immagino che qualcuno mi dirà: “Camelot, ma sei troppo pessimista!”.
Amici miei, nella vita, uno o nasce ottimista o nasce intelligente.
E io non “nacqui” ottimista!
| inviato da il 13/3/2006 alle 14:22 | |
|
|
|
9 marzo 2006
Sei i Poteri Forti si schierano con il centrosinistra, vuol dire che per il “popolo” si prepara un futuro radioso
Andateglielo a raccontare all’operaio di Mirafiori, che i “Padroni del Vapore”, la Fiat, la Stampa, gli Agnelli/Elkann, i Della Valle, i Tronchetti Provera, il CorSera, la Telecom, La 7, i De Benedetti, La Repubblica, l’Espresso, i Luca Cordero di Montezemolo, la Confindustria, insomma tutto il “padronato” ai massimi livelli, dicevamo, andateglielo a raccontare all’operaio di Mirafiori, che questa gente qui, vota come lui per l’Unione e per Prodi. Che sicuramente è un fatto logico che lui riuscirà a capire a spiegarsi.
Andate a raccontare, sempre all’operaio di Mirafiori, che quelli che gliel’hanno messo a quel servizio, con la Cassaintegrazione, ora voteranno come lui per la “coalizione di popolo”. Andateglielo a raccontare, che lui di sicuro la notte dormirà sonni tranquilli e sereni, e mai sarà roso dal dubbio: “Io e i Padroni votiamo allo stesso modo, e com‘è possibile?”.
Andateglielo a raccontare ai lavoratori precari, in particolar modo ai Co.Co.co, voluti dal Ministro dell’Ulivo Treu, e che “spendono” la propria vita, senza garanzie e sicurezze, lavorando ai call center della Tim, che il loro Padrone Tronchetti Provera, che controlla anche CorSera e La7, s’è schierato con la coalizione di cui fa parte quel Bertinotti, a cui loro, lavoratori precari, guardano come ad un’ancora di salvezza per emanciparsi da una vita di precarietà e d’incertezza.
Andateglielo a dire che loro voteranno allo stesso modo del Padronato, e cioè a dire per l’Unione. Chè di sicuro non avranno mai dubbi circa il fatto che la loro condizione di lavoro possa migliorare, e che “finalmente” potranno sognare un “contratto a tempo indeterminato”: anche Tronchetti Provera, “ovviamente“, non ha interesse a che i suoi dipendenti lavorino in condizioni precarie. Di sicuro, mica ci guadagna “economicamente” lui dalla flessibilità? Quando mai!
Andateglielo a dire a quanti avete raccontato che Berlusconi era ed è un Dittatore, che nella prossima legislatura oltre al controllo su tutta la Rai, gli uomini della Sinistra avranno vita facile, grazie al 1.800.000 copie vendute al giorno, dal “duopolio” Corriere della Sera-Repubblica. E allora sì che avremo una vera “vita democratica e civile”.
Non si porrà mai il problema della “qualità” dell’informazione data; non si porrà mai il problema di una informazione “genuflessa” al Potere e acquiescente rispetto al Governo: sarà sempre informazione “critica” e “imparziale”.
Andateglielo a dire agli “antifascisti militanti”, che nella prossima legislatura ci sarà un unico “fascio” di poteri e contropoteri, tutti in mano alle stesse persone: l’80% delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali in mano al centrosinistra, il Governo Centrale in mano al centrosinistra, i due più importanti quotidiani del Paese (per numero di copie vendute) in mano al Centrosinistra, i “Poteri Forti” schierati a favore del centrosinistra, i Membri della Corte Costituzionale nominati dal centrosinistra, il Presidente della Repubblica eletto dal centrosinistra, il Presidente e il Consiglio d’Amministrazione della Rai nominati dal centrosinistra.
Sarà un futuro radioso, di nuove “conquiste” sociali e democratiche. Finirà la stagione dei “girotondi”, chè al Potere andrà il Popolo: anche se per interposta persona.
Che volete che sia se Fassino dopo aver “conversato” con Consorte, si metterà a chiacchierare ogni giorno anche con Luca Cordero di Montezemolo o con Tronchetti Provera: non sarà mai una conversazione in “conflitto d’interessi”, parleranno solo di “affari del popolo”, di interessi e bisogni primari (del Popolo, s’intende, sempre e solo del Popolo): che anche Cordero di Montezemolo, ultimamente ha avuto problemi ad arrivare alla “quarta settimana”. E’ notorio.
Insomma, ci aspetta un “avvenire radioso”, una nuova era di giustizia sociale e di equità!
Ah, un’ultima considerazione: ma visto che questo poco di “Poteri Forti” s’è schierato con il Centrosinistra, non è che anche la Mafia e la Camorra smetteranno di “appoggiare” noi del centrodestra?
No, perché sapete com’è: trombati alle elezioni, lo possiamo anche accettare. Ma persone per bene, non ci pare conveniente “diventarlo”.
Abbiamo pur sempre una reputazione da difendere noi!


| inviato da il 9/3/2006 alle 16:20 | |
|
|
|
8 marzo 2006
Caruso: “Mi sono candidato per evitare di andare in galera”

“Mi sono candidato per evitare la galera a me e ai 7 mila attivisti indagati, ma sono pronto a rinunciare all’immunità parlamentare, così se il centrosinistra non farà l’amnistia si ritroverà un deputato in cella”.
“Ci sono ragazzi di 22 anni con 22 procedimenti pendenti, questa voglia di risolvere in tribunale la questione dei Movimenti ha reso quella dei no global una generazione a rischio carcere”.
Per gente del genere, voi comunistelli da strapazzo non lo invocate il “Parlamento Pulito” ? 
No? E perché mai?
Questi imputati qui vi vanno bene?
Puah..
| inviato da il 8/3/2006 alle 11:52 | |
|
|
|
7 marzo 2006
Fini D’Alema 6 0 - 6 0: Reloaded. E tutto il resto è noia..
Porta a Porta è appena finita. 1,35 am.
E baffino che prova a far danno al centrodestra, raccontando la “gaffe” di Calderoli e della famigerata maglietta che ha rischiato di “rovinarci” con il mondo islamico.
E Fini a replicare: “Pensa a Ocalan”.
E D’Alema: “Ma che c’entra Ocalan…”
E Fini: “C’entra, perché grazie a Diliberto noi abbiamo rischiato la crisi diplomatica con la Turchia, paese islamico moderato”.
E baffino che prova a fare, senza riuscirci, il professorino: “Vedi caro Fini, Ocalan da noi è venuto perché la Turchia voleva condannarlo a morte, e noi, visto che la nostra Costituzione è contraria alla pena di morte, lo abbiamo fatto venire perché fosse condannato e arrestato dalla Germania”.
E Fini a umiliarlo: “Peccato che la Turchia aveva dichiarato di non volerlo condannare alla pena di morte, e a causa di questo gesto noi abbiamo avuto un peggioramento dei rapporti bilaterali con la Turchia”.
E Fini a stuzzicare baffino sulle bandiere d’Israele bruciate, e sulle frasi dei NaziComunisti che hanno manifestato con Diliberto, urlando “10, 100, 1000 Nassiya”.
A dirgli: “Ma come fai ad avere gente del genere al Governo”.
E baffino a rispondergli: “Pensa al fascista Romagnoli”.
E Fini: “Se vuoi te lo mando, io non ho niente a che vedere con lui. E poi il tuo antifascismo militante è inutile: tu hai fatto sottosegretario l’ex missino Misserville. E quando lo hai fatto non te ne sei vergognato”.
E baffino a tacere.
E massimino a sfogarsi per il “mega spot” dovuto alla presenza di Berlusconi al Congresso americano.
E Fini a dirgli: “Ma perché, tu da cittadino italiano, non ti sei sentito onorato del privilegio raro di cui ha usufruito Berlusconi”.
E baffino: “Beh, sai, questo è il regalo che ha fatto Bush a Berlusconi, per ripagarlo dell’intervento in “guerra” dell’Italia”.
E Fini a correggerlo: “L’Italia è intervenuta in Iraq per una missione di pace, mica come l’Inghilterra di Blair (tuo amico ndr). A meno che tu non voglia dire, come Diliberto, che Bush e Berlusconi hanno le mani che grondano sangue”.
E baffino con lo sguardo contrito.
E Fini a ricordare che noi abbiamo alzato la soglia di coloro (con moglie e 2 figli a carico) che non pagano le tasse, dai 3 milioni di Italiani dell’era dell’Ulivo, agli attuali 13 milioni. E mica robetta!
E D’Alema a giocicchiare sulla mancata riduzione delle tasse: “Anzi la pressione fiscale è aumentata”.
E Fini a replicare, deridendolo: “No, sbagli, ho qui i dati Istat: con voi la pressione fiscale era al 43,1 e adesso, con noi sta al 41,9”. Umiliato.
E D’Alema a traccheggiare e a deviare argomento parlando del petrolio, che giustamente c’entra con l’argomento, come i cavoli a merenda.
E poi baffino si corregge, e dice: “La pressione fiscale comunque è scesa di molto poco”.
E Fini a ringraziarlo: “Grazie D’Alema, sei il primo leader dell’Unione a riconoscere che abbiamo abbassato le tasse. Dillo anche a Prodi”.
E Fini a incalzare: “Dove si trovano 10 miliardi di euro l’anno, per ridurre il cuneo fiscale come ha detto Prodi, con la lotta alla evasione fiscale?”.
E massimino: “E dove li trovate i 5 miliardi e 600 milioni di euro per alzare le pensioni a 800 euro?”.
E Fini: “D’Alema, già li abbiamo trovati questi soldi, quando abbiamo alzato le pensioni al minimo a 1.600.000 pensionati”.
E tutto il resto è noia..
Che vuole signora mia, noi saremo anche faziosi, ma a nostro avviso, anche questa volta D’Alema ha dovuto ricorrere al Proctolyn alla fine della trasmissione :-)
| inviato da il 7/3/2006 alle 14:52 | |
|
|
|
7 marzo 2006
Fini parteciperà alla veglia mariana presieduta da Papa Benedetto XVI
Dal sito di Alleanza Nazionale:
Gianfranco Fini parteciperà sabato 11 marzo alla veglia mariana organizzata dalla pastorale universitaria di Roma, presieduta da Benedetto XVI. Lo hanno confermato ad Apcom fonti accreditate.
Sarà un'occasione per Fini per ricevere la benedizione del pontefice, a pochi giorni dalle consultazioni elettorali del 9 aprile.
Alla veglia, organizzata dai giovani universitari romani, parteciperanno anche numerosi studenti provenienti da numerosi Paesi europei e dell'Africa, grazie ai collegamenti radio-televisivi. L'iniziativa si svolge in occasione della Giornata europea degli universitari promossa dal Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee e dal Comitato Europeo dei Cappellani Universitari.
Per la prima volta, Benedetto XVI incontrerà cosí gli studenti degli atenei europei. Slogan dell'evento, giunto alla quarta edizione, sarà "L'umanesimo cristiano, via per una nuova cooperazione tra Europa e Africa".
Proprio per questo, fanno sapere dalla pastorale universitaria, è stato invitato anche Gianfranco Fini, in qualità di Ministro degli Esteri. Alla veglia dovrebbe partecipare anche il Sindaco di Roma, Walter Veltroni.
Durante la veglia ci sarà anche un collegamento video con le città di Madrid, Monaco di Baviera, Sofia, San Pietroburgo, Lione, Friburgo e, per la prima volta, con tre città africane, Nairobi, Abidjian e Owerri (Nigeria).


Aderisci a Blogs per Fini Premier


| inviato da il 7/3/2006 alle 14:43 | |
|
|
|
|
|

 http://www.camelotdestraideale.it/
In memoria di Paolo Borsellino






Noi stiamo con l'America,sempre!



Noi stiamo con Israele




 <a href="http://www.blogitalia.it" target="_blank"><img border="0" src="http://www.blogitalia.it/images/antipixel.gif" width="80" height="15" alt="BlogItalia.it - La directory italiana dei blog"></a>
"Lo Stato è la grande illusione attraverso la quale tutti cercano di vivere alle spalle di tutti gli altri" Frèderic Bastiat
"E' necessario proteggersi dalla tirannia dell'opinione e del sentimento predominanti, dalla tendenza della società a imporre come norme di condotta, con mezzi diversi dalle pene legali, le proprie idee e usanze a chi dissente, a ostacolare lo sviluppo - e a prevenire, se possibile, la formazione di qualsiasi individualità discordante, e a costringere tutti i caratteri a conformarsi al suo modello. Proprio perchè la tirannia dell'opinione è tale da rendere riprovevole l'eccentricità, per infrangere l'oppressione è auspicabile che gli uomini siano eccentrici" John Stuart Mill
"Il contribuente è uno che lavora per lo Stato senza essere un impiegato statale" Ronald Reagan

"La società aperta è impossibile senza logica competitiva. Senza mercato non c'è società aperta. Il risentimento verso il mercato è il risentimento verso la civiltà" Ludwig Von Mises
"La vera democrazia vuole l'eguaglianza nella libertà. Il socialismo vuole l'eguaglianza nella schiavitù" Alexis de Tocqueville
Il Liberalismo non promette nulla che oltrepassi i limiti di ciò che nella società e per mezzo della società può essere realizzato. Agli uomini esso vuol dare un'unica cosa: uno sviluppo pacifico e continuo del benessere materiale per tutti, per tenere lontane le cause esterne della sofferenza e della pena nei limiti in cui possono farlo le istituzioni sociali. Ridurre la sofferenza, aumentare il piacere: questo il suo scopo. Ludwig von Mises
"Il peggior invidioso al mondo è quello che considera ognuno al proprio livello" Sebastien Chamfort
"Imitare le qualità e le caratteristiche altrui è molto più vergognoso del portare abiti altrui: perchè è il giudizio della propria nullità espresso da se stessi" A. Schopenhauer
"La terre est couverte de gens qui ne méritent pas qu'on leur parle" Voltaire
"La libertà è l'unico fattore infallibile e permanente di progresso, poichè fa sì che i potenziali centri indipendenti di irradiamento del progresso siano tutti gli individui" John Stuart Mill
|
|
|